BIOCHICCHI
Si vende più riso biologico. Questa è la novità che emerge dalla recente inchiesta condotta dal Corriere della Sera. Oggi nei supermercati italiani, in sette carrelli su dieci è presente infatti un cibo bio. I consumatori sono pronti a spendere di più ma con la consapevolezza di aprire il portafogli per questioni fondamentali quali preoccupazioni etiche per l’ambiente (l’agricoltura organica sfrutta la naturale fertilità del suolo ed esclude l’utilizzo di prodotti di sintesi e organismi geneticamente modificati), volontà di non inquinare mari, terreni ed aria, desiderio di salvaguardare la propria salute, questioni di gusto (secondo i “palati bio”, i cibi naturali hanno un sapore più autentico).
Stando alle statistiche, con oltre un milione di ettari e 50 mila aziende biologiche, oggi l’Italia è leader in Europa per numero di esercizi e superfici coltivate senza ricorrere a sostanze chimiche, e quarto produttore mondiale. In definitiva, oltre un’impresa biologica europea su tre è italiana.
La scelta di nutrirsi in modo alternativo è legata principalmente a patologie, intolleranze alimentari e messaggi pubblicitari andati a segno. La grande distribuzione sceglie il bio nel 1993, pioniere fu la Coop, ma fu, pochi anni dopo, la Esselunga a sdoganare gli alimenti naturali, lanciando una linea apposita e costringendo i concorrenti ad allargare la gamma dell’offerta, tanto che oggi , nei supermercati italiani, in sette carrelli su dieci è presente un prodotto bio.
In ascesa anche la quota di cibi organici utilizzata dalla ristorazione collettiva: oltre un milione di bambini italiani mangia biologico nelle mense scolastiche,mentre non esistono (ancora) dati sull’utilizzo di questi alimenti nel menù dei ristoranti del Paese.
Eppure, in Italia manca ancora una solida cultura alimentare. La scelta bio, infatti, è guidata più spesso dal business e dalla moda che da una presa di coscienza consapevole, anche se aumentano i produttori che, a fronte di una disponibilità maggiore di spesa, sono invogliati da un mercato ancora di nicchia ma appetibile.
Tuttavia, un recente test di Altroconsumo su sei prodotti bio per la colazione (latte e cereali “non contaminati” arrivano a costare fino al 75% di più di una colazione convenzionale) ha riscontrato presenza di additivi e grassi di scarsa qualità.
Per questo, chi sceglie alimenti naturali deve essere consapevole della necessità di imparare a leggere le etichette e di recarsi solo in negozi di qualità certificata.



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